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3 COSE DA SAPERE SUGLI AIUTI SOGGETTI AL “DE MINIMIS”

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Manuela Ciotti

Rag. Ciotti Manuela

CONSULENTE DEL LAVORO

RIFERIMENTI:

Regolamenti della Commissione Europea

 

ADEMPIMENTI RELATIVI ALLA GESTIONE DEI CONTRIBUTI IN “DE MININIMIS”>

1 – Cosa significa Aiuti “De minimis” e come si calcolano?

Ogni Stato aderente alla Comunità Europea è sottoposto alla Legge europea sull’aiuto di Stato in quanto vige il divieto, previsto nel Trattato degli Stati membri UE, di fornire sovvenzioni alle imprese del singolo Stato che possano minacciare e distorcere la concorrenza nell’Unione Europea. Il Trattato prevede l’obbligo di notifica ancora in fase di progettazione di tutti i nuovi aiuti (o modifiche di quelli esistenti) alla Commissione Europea. Un aiuto concesso senza autorizzazione della Commissione europea è considerato illegittimo.

Per permettere ai singoli Stati della UE di decidere autonomamente di “aiutare” alcuni settori di attività o imprese all’interno del territorio nazionale tramite la concessione di sovvenzioni, finanziamenti agevolati, sgravi, formazione finanziata ecc. di modesta entità, l’Unione Europea ha creato il regolamento “De minimis” che permette di creare aiuti di Stato senza dover attendere l’autorizzazione da parte della Commissione Europea.

In base al “De minimis” tali aiuti, concessi alla medesima impresa e sommati fra di loro, non devono superare il limite massimo di euro 200.000 nel triennio, (per le imprese del settore dei trasporti su strada per conto di terzi la soglia scende a euro 100.000). Per i settori della produzione di prodotti agricoli e della pesca ci sono appositi regolamenti “De minimis”, mentre per le aziende che svolgono servizi di interesse generale la soglia è di euro 500.000.

Il valore dei contributi ricevuti da sommare per la verifica della soglia si effettua con il “criterio di cassa” (contributi erogati effettivamente nell’esercizio anche se riferiti all’anno precedente) Per “triennio” si intende il periodo compreso in tre esercizi finanziari (l’esercizio finanziario in cui l’aiuto è concesso più i due precedenti).

2 – Quali sono i principali contributi “De minimis” che un’azienda potrebbe aver ricevuto?

Premesso che ogni azienda quando richiede o gli vengono proposte sovvenzioni, finanziamenti agevolati, sgravi, ecc. deve essere informata dal soggetto proponente o erogatore che l’aiuto è da considerare in regime “De minimis”, si pone in evidenza che la stessa azienda deve comunque prendere le opportune informazioni per una corretta gestione della soglia massima sopra indicata.

A titolo esemplificativo e non esaustivo si elencano alcuni aiuti che rientrano nella sfera del “De minimis”:

Formazione finanziata

  • Erogazione di formazione non obbligatoria dai Fondi paritetici interprofessionali per la formazione professionale continua

INPS e INAIL

  • Esonero totale dei contributi a carico del datore di lavoro per assunzione apprendisti.
  • Incentivo o riduzioni contributive per giovani,  donne o lavoratori ultracinquantenni.
  • Bandi Inail – incentivi alle imprese.

Irap e Imposte sui redditi

  • Deduzioni forfettarie Irapassunzioni dipendenti a tempo indeterminato.
  • Esenzione Irap sviluppo nuova imprenditoria regione Sicilia.
  • Credito di imposta sui redditi per incentivi occupazionali.
  • Detassazione degli investimenti in attività di ricerca industriale

Agevolazioni Regionali

  • Bandi risorse piani operativi regionali.

Artigiancassa , Consorzi fidi e MCC (Medio Credito Centrale)

  • Contributi a fondo perduto.
  • Agevolazione per riduzione dei tassi di interessi.
  • Fondo centrale di garanzia- medio credito centrale – Cosvig.

Sviluppo Italia (società del Ministero delle Finanze)

  • Per le attività a favore del Lavoro autonomo, della Microimpresa,  del  Franchising.

3 – Come gestire il massimale degli aiuti “de minimis”?

In considerazione di quanto sopra esposto si può notare che i contributi stessi possono essere espressi direttamente come somme percepite dall’azienda (es. contributi in conto esercizio o conto capitale) ovvero come minor costi sostenuti dall’azienda sotto forma quindi sgravi o servizi non a pagamento.  In entrambi i casi i valori vanno considerati nell’ammontare degli aiuti  “De minimis” ricevuti.

Si ricorda che ai fini del superamento della soglia dei 200.000 euro nel triennio, va compreso nel conteggio anche il contributo in richiesta. Il contributo non può essere frazionato e considerato fino a raggiungimento, quindi se il contributo fa  superare il massimale, bisogna rinunciare a tutto l’importo.

Inoltre bisogna usare particolare attenzione al superamento del massimale per i “gruppi di imprese”, per i quali il calcolo della soglia va consolidata in base ai rapporti societari più o meno stretti tra le varie aziende del gruppo considerando la holding, le controllate, le collegate, i poteri di voto o di controllo (prendendo in esame i rapporti solo per le aziende con sede nel territorio dello Stato)

Ulteriori Adempimenti per le Aziende

Si ricorda inoltre che la “Legge annuale per la concorrenza n. 124/2017” ha previsto nuovi obblighi in materia di trasparenza degli atti di erogazione di sovvenzioni pubbliche e
nel  D.L. 34/2019 cosiddetto “Decreto crescita”,  sono stati inseriti chiarimenti sulle modalità applicative della stessa, tra i quali:

  • Risulta confermato il limite di euro 10.000 al di sotto della quale soglia  non è necessario dare pubblicità alle erogazioni ricevute;
  • Per gli aiuti di Stato e gli aiuti “De minimis”, con obbligo di registrazione da parte dei soggetti che concedono o gestiscono gli aiuti medesimi nel Registro nazionale degli aiuti di Stato e conseguente pubblicazione nella sezione trasparenza prevista, resta a carico dei  soggetti beneficiari la  dichiarazione dell’esistenza nel Registro di tale contributi nella Nota integrativa del Bilancio d’Esercizio  o sul proprio Sito Internet (o della relativa associazione di categoria).
  • Altresì confermato l’obbligo di indicare le informazioni sui contributi ricevuti nel bilancio consolidato“ove i soggetti beneficiari siano controllati di diritto o di fatto dalla stessa persona fisica o giuridica ovvero dagli stessi gruppi di persone fisiche o giuridiche”.
  • Il D.L. prevede che le informazioni debbano essere fornite esclusivamente sulla base del criterio di cassa.
  • Sono previste sanzioni e la restituzione dei contributi stessi per la mancata ottemperanza di quanto sopra.

 

La pubblicità delle erogazioni ricevute è un argomento particolarmente complesso è per l’approfondimento si rimanda a successivo articolo, anche se si raccomanda per ogni dubbio sulle informazioni da fornire per gli Aiuti ricevuti di chiedere al proprio Commercialista.

Cenpi formazione è a Vostra disposizione per promuovere e programmare corsi di qualificazione dei Vostri dipendenti utilizzando tutti le modalità previste dalla normativa, anche combinandole tra loro (in aula, on the job, e-learning ecc.)  in modo da ottimizzare l’apprendimento anche per categorie di dipendenti.

Tale formazione può essere a pagamento o gratuita utilizzando le risorse eventualmente messe a disposizione dai fondi interprofessionali.