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INTELLIGENZA ARTIFICIALE AI

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Dott-Giovanni Cavadi

Prof. Giovanni Cavadi

PROFESSORE IN PSICOLOGIA

Si chiama intelligenza artificiale (AI) quel settore dell’informatica che studia la possibilità di costruire computer che siano in grado di riprodurre il funzionamento di alcune capacità della mente umana o, nel caso della cosiddetta intelligenza artificiale forte, dell’intero pensiero umano.

L’intelligenza artificiale (abbreviata in AI Artificial Intelligence) utilizza il calcolatore come sistema per l’elaborazione di informazioni, entrando però nell’ambito delle attività ritenute tipicamente umane, intelligenti appunto.

La AI si focalizza su aree specifiche quali la dimostrazione automatica di teoremi matematici, la risoluzione di problemi logici o matematici, il gioco degli scacchi, la pianificazione e l’esecuzione di serie di azioni complesse, l’esecuzione di analisi chimiche di sostanze sconosciute, la composizione di musica, lo scrivere poesie, ecc.

La AI è interessata a riprodurre i risultati che l’uomo è capace di ottenere in tali aree con l’intento di migliorarli, rendendoli più rapidi, più precisi e a prova di errore.
Il nucleo dell’interesse della AI è la manipolazione dell’informazione o la manipolazione di simboli.

La data di nascita della AI si situa nel 1956 quando la fondazione Rockefeller finanziò un seminario estivo al Dartmouth College di Hanover, nel New Hampshire dove fu inventato il linguaggio BASIC da J. Kemeny e T. Kurtz. Uno degli organizzatori del seminario J. McCarthy scrisse:

“Il seminario di AI deve svolgersi sulla base della congettura che ogni aspetto dell’apprendimento umano e ogni altra caratteristica tipica dell’intelligenza umana possa, in linea di principio, essere descritto in modo tanto preciso da renderlo simulabile da una macchina”.

Molti programmi di AI vengono intesi come simulazioni o modelli della psicologia umana, cosicché si pensa che ad alcuni livelli il loro funzionamento sia significativamente simile al pensiero umano.

L’AI è stata distinta in dura (hard) e morbida (soft) o cognitiva. Quest’ultima utilizza come punto di riferimento costante il sistema uomo. Essa implica la riproduzione a mezzo del calcolatore dei processi mentali umani e di seguito del corrispondente comportamento.

Ricordiamo che in psicologia il termine intelligenza viene così definito da Piaget “Il comportamento completamente intelligente presuppone 3 momenti essenziali: la domanda, che fornisce la direzione alla ricerca, l’ipotesi che anticipa le soluzioni e il controllo che le sceglie”.
La AI promette di integrare campi, in precedenza opposti, dell’umanismo e del meccanicismo all’interno di una filosofia della mente.

Essa è lungi dall’essere necessariamente un approccio disumanizzante così come è temuto da parecchie persone.

La AI svolge un ruolo fondamentale nella scienza cognitiva cioè l’insieme delle discipline che si occupano dello studio della mente umana, accettando come metodologia riunificante quella simulativa.

La simulazione del comportamento umano è quel processo in cui il modello deve imitare punto per punto i processi attraverso cui ritiene che una persona passi effettivamente quando svolge un compito. Infatti la simulazione che consiste nell’accentuazione dell’importanza, rispetto ai risultati finali, proprio i passi intermedi costituiscono il più importante oggetto di indagine del procedimento.

Nella simulazione a mezzo computer il problema consiste nel grado di corrispondenza del modello ai dati. La simulazione ha successo quando consiste nella somiglianza più stretta possibile (equivalenza) con il corrispondente modo umano di elaborare il dato.

Un programma di AI soft deve riprodurre anche gli eventuali errori di un soggetto umano impegnato in un determinato compito.

Nel 1997, per la prima volta nella storia, un programma sviluppato dalla IBM (Deep Blue) ha sconfitto il campione del mondo di scacchi Garry Kasparov con il punteggio di 3,5 a 2,5.

Attualmente l’AI si sta muovendo verso l’elaborazione di macchine capaci di svolgere in modo molto efficiente compiti limitati. Vi sono così, per esempio, robot in grado di esplorare terreni sconosciuti apprendendo dall’esperienza.

L’AI è quindi una branca dell’informatica in piena evoluzione, capace di realizzare macchine sempre più efficienti.