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FORMAZIONE PERMANENTE BRESCIANA PER LA SICUREZZA

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Marco Sportillo3

Marco Sportillo

PRESIDENTE CENPI FORMAZIONE S.R.L.

Nella piena consapevolezza che la cultura alla sicurezza sul lavoro si sviluppa attraverso un costante richiamo alle conoscenze e competenze professionali dei lavoratori associate a comportamenti consapevoli e responsabili degli stessi, Cenpi Formazione ha approntato un progetto per l’erogazione di corsi professionali permanenti a disposizione di Società Artigiane e PMI che potranno usufruire di strutture e docenze altamente qualificate; lo scopo è quello di incrementare la professionalità dei dipendenti e supportare il processo di cambiamento nell’atteggiamento e nei comportamenti così da prevenire ed evitare gli infortuni sul lavoro.

Tali corsi sono stati sviluppati privilegiando contenuti che richiamano i continui e rapidi mutamenti in atto a fronte della incessante evoluzione tecnologica che impone ai lavoratori di possedere una comprovata capacità di adattamento, dimestichezza nel “problem solving” e capacità di “team building”, senso critico ma con grande spinta alla creatività ed apertura all’innovazione, non trascurando, la necessità di acquisire competenze tecnologiche hard.

I corsi sono stati sviluppati per far fronte anche alle esigenze delle imprese di:

mantenere i propri ritmi produttivi (corsi serali con basso impatto sulla quotidianità lavorativa),

assolvere pienamente agli obblighi legislativi

L’importanza della formazione continua

A livello nazionale ed internazionale sono alcuni decenni che le diverse parti interessate hanno riconosciuto la formazione continua quale elemento strategico per lo sviluppo sostenibile delle imprese; la strategicità è ancor più rimarcata nell’odierno scenario sociale ed economico, caratterizzato da una sempre maggiore competitività e da una crescente accelerazione del cambiamento con forte impatto sulle imprese e sui propri lavoratori.

La chiave per il successo delle aziende, in un momento di flessione e di crisi economica, è, oltre all’investimento in nuove tecnologie, anche e soprattutto la valorizzazione del proprio personale.

La consapevolezza che la formazione continua sia una necessità, non è solo accertata dai responsabili delle aziende ma anche dagli stessi lavoratori che, attraverso rilevazioni scientifiche, ovvero la somministrazione di specifici sondaggi, hanno espresso il desiderio di voler investire il proprio tempo e le proprie risorse economiche partecipando a progetti di formazione professionalizzante; questi progetti vengono ritenuti essenziali per la propria carriera in quanto permettono il costante sviluppo di competenze che potrebbero risultare determinanti nella eventuale ricerca di nuova occupazione.

Guardando al panorama nazionale della formazione continua, occorre ricordare che nel corso degli ultimi anni, per problematiche riconducibili alla crisi economica, si è assistito ad una progressiva erosione delle risorse economiche ad essa dedicate. È sotto gli occhi di tutti come le poche risorse disponibili siano state utilizzate per soddisfare, attraverso misure di politica passiva, le mere disposizioni legislative in materia di formazione obbligatoria e mantenimento/aggiornamento delle competenze a minimo, o comunque basso livello innovativo; basta vedere gli immutati contenuti che da anni vengono continuamente riproposti. Si è inoltre prestata poca attenzione alle specificità delle piccole e medie imprese che necessitano di tradurre in esercitazioni ed attività pratiche le nozioni impartite in aula, così come un moderno sistema di formazione prevede. Probabilmente una delle motivazioni di queste manchevolezze è la carenza di strutture dedicate e debitamente attrezzate.

Tendenze simili si ravvisano anche a proposito degli insoddisfacenti contenuti dei corsi oggi effettuati per la salute e la sicurezza sui luoghi di lavoro in posizione preminente, lo sviluppo di abilità personali e la gestione aziendale. È indubbio che alla luce di quanto accennato siano poche le casistiche di formazione permanente in cui si sono potuti verificare riscontri pienamente rispondenti a logiche di effettiva efficacia ed utilità, sia dal punto di vista dei partecipanti che delle aziende interessate; si potrebbe quindi dire che ad oggi i ritorni non possono essere certo considerati esaltanti.

Il progetto formativo di Cenpi Formazione tenta il superamento degli ostacoli prima descritti predisponendo una organizzazione permanente a disposizione delle aziende che, a questo punto, diventano partner nello sviluppo del progetto, con corsi interaziendali serali (ore 16:00 – 20:00) ricorrenti su base mensile e dai forti contenuti riguardanti la conoscenza tecnica delle attività normalmente svolte dai discenti. Questo approccio porta ad un sicuro arricchimento della professionalità e conseguentemente ad una maggiore padronanza dei rischi coniugati agli aspetti riconducibili ai fattori umani che spesso contribuiscono al disgraziato accadimento di eventi che mettono a repentaglio la sicurezza.

Contenuti dei corsi  

Pensare alla sicurezza sul lavoro dal punto di vista tecnico e tecnologico risulta ovviamente condizione necessaria ed imprescindibile, ma non più sufficiente: è appurato, infatti, che anche in contesti lavorativi di alto contenuto tecnico l’infortunio continua a verificarsi.

Non si può dimenticare che dietro ad un incidente o ad un infortunio c’è sempre un individuo che pensa, prende delle decisioni e si comporta in una determinata maniera, per questo è importante affrontare il tema della sicurezza e della salute con una visione globale, analizzando anche la “variabile-uomo”.

Infatti, considerando che negli eventi infortunistici l’errore umano non può essere definitivamente eliminato, si ha il dovere, per quanto possibile, di giungere almeno a identificare le situazioni ad alto livello di rischio e minimizzarlo, favorendo la diffusione delle competenze personali non prettamente tecniche che, in una logica di complementarietà, possono contribuire a garantire prestazioni efficaci e maggiormente sicure.

Seguendo questa direttrice, risulta cruciale analizzare e soffermarsi su quegli aspetti troppo spesso trascurati quali: la percezione del rischio e l’attribuzione del significato da dargli, la decisione e la discrezionalità della propria condotta sul luogo di lavoro, ponendo l’accento sui cosiddetti human factors.

Questi ultimi fattori sono stati posti sotto specifica regolamentazione ed assoggettati a costante aggiornamento in settori particolari, come ad esempio quello del trasporto aereo, dove i risultati ottenuti sono stati di sicuro successo. Altrettanto si può dire per quegli interventi fatti in altri settori in cui le conseguenze di errori o comportamenti sbagliati hanno impatti rilevanti (energia, sanità, finanza, …).

L’obiettivo primario dell’occuparsi dei “fattori umani” è il miglioramento del livello di affidabilità dell’operatore e, più in generale, del sistema all’interno del quale il singolo lavoratore opera, tenendo conto della complessità di tutti gli elementi con i quali egli interagisce. Per quanto appena esposto, al fine di prevenire i rischi di infortunio nei luoghi di lavoro ed implementare processi formativi efficaci, si deve considerare il sistema lavorativo nel suo insieme e prendere in considerazione tutte le condizioni che potrebbero portare ad eventi infortunistici.

In sintesi si può affermare che una corretta ed utile formazione che tratti del comportamento umano, deve approfondire molto bene la distinzione tra comportamento scorretto ed errore involontario nelle dinamiche dell’evento infortunistico. Argomenti quali la mancata percezione di pericolo e/o il riconoscimento della situazione di pericolosità, il riconoscimento del pericolo con successiva presa di decisione fallimentare (es.: situazione in cui ci si trova con un eccessivo carico di informazioni da gestire in relazione alle caratteristiche dell’operatore) così come scelta decisionale corretta ma fallimento nell’operatività conseguente (es.: incapacità fisica o psichica, risposta inaspettata e non correttamente interpretata ) devono essere oggetto di trattazione nei contenuti dei corsi di formazione.

Per evitare il verificarsi degli errori umani si devono sviluppare quelle che vengono indicate come Non-Technical-Skills, ovvero tutte quelle competenze cognitive, sociali e personali, complementari alle competenze tecniche. Se i lavoratori possiedono e sviluppano le Non-Technical Skills è comprovata la sensibile riduzione di errori umani.

Quanto fino a qui enunciato poco varrebbe se nei corsi non venisse anche considerato l’aspetto motivazionale del discente, aspetto che sicuramente si fonda sulla sua volontà di crescita professionale che si può affermare attraverso una maggiore conoscenza del processo lavorativo e/o del funzionamento dei macchinari e degli impianti su cui il lavoratore giornalmente opera.

In conclusione si evidenza che la conoscenza approfondita del processo produttivo e dei macchinari porta i lavoratori a maggiore padronanza della tecnologia e consapevolezza sui rischi correlati e conseguenti ad ogni specifica attività; è proprio sui rischi che il percorso formativo previsto da CENPI Formazione evidenzia, nell’attività didattica, quanto sia importante conoscere le modalità della loro gestione e le procedure di soccorso che possono  tornare utili anche nella propria vita quotidiana in ambienti diversi da quelli del mondo del lavoro.