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CONTROLLO TRIMESTRALE FUNI – ART. 3.1.2 ALLEGATO IV D.LGS 81-2008

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Ing. Francesca Simoni

Ing. Francesca Simoni

INGEGNERE ESPERTO IN VERIFICHE SULLE ATTREZZATURE DI LAVORO

Per la sicurezza delle attrezzature di lavoro deve essere eseguita una manutenzione costante con conseguente compilazione del registro di controllo a seguito della stessa (Dlgs 81-2008 art 71 comma 9).

Ogni qualvolta una attrezzatura che serve a movimentare e sollevare carichi sia costituita anche da funi, (carroponti , autogru, gru su autocarro, ponti mobili ..) questa deve essere sottoposta a controlli almeno trimestrali i cui risultati andranno a far parte del registro di controllo dell’attrezzatura.

 

Si vuole fornire una linea guida che tracci le motivazioni e i metodi di controllo per una più consapevole valutazione.

 

Il controllo trimestrale funi non è una nuova indicazione del Dlgs 81-2008, la legislazione italiana infatti già nel 1955  (955_DPR_547-55 art .179 ) richiede che le funi e le catene degli impianti e degli apparecchi di sollevamento e di trazione  debbano essere sottoposte a verifiche trimestrali.

Le ragioni di un controllo comunque serrato vanno ricercate in diversi aspetti: dalla costruzione alle differenti sollecitazioni sia a fatica che di scorretto utilizzo, che dal passaggio delle stesse in carrucole o pulegge …

Questi differenti fattori hanno un ruolo fondamentale per il fabbricante e per la determinazione dei coefficienti di sicurezza utilizzati su cui ci soffermeremo in seguito per tracciare le motivazioni di una corretta sostituzione delle stesse.

 

Il controllo funi viene eseguito principalmente dall’esterno ricercando anomalie piegature schiacciamenti e rigonfiamenti, usure corrosioni e invecchiamenti, fili rotti o trefoli rotti, misurazione del diametro e del passo della fune di cui si schematizzeremo le linee guida in un successivo articolo.

Le ragioni di questo tipo di controllo esterno vanno ricercate nella conformazione della fune a trefoli che ha trovato largo impiego sin dall’ottocento.

 

Nella prima metà dell’ottocento infatti, nelle miniere di Carbone in Germania, per l’estrazione dei minerali dai pozzi, venivano utilizzati argani che spostavano una benna per mezzo di organi di trazione.

Inizialmente la fune era in canapa e frequentemente doveva essere sostituita a causa di rotture improvvise provocando fermi di impianto e talvolta morti. Per un periodo venne sostituita da catene ad anelli in ferro fucinato o da funi in canapa catramate, rivestendo le pareti del pozzo con cui entravano a contatto gli organi di trazione per ridurre lo sfregamento.

A causa delle continue improvvise rotture, iniziarono una serie di esperimenti per l’usura a fatica di organi di trazione composti da fili in ferro intrecciati senza anima, constatando che un danneggiamento non manifesto con una sola applicazione può invece finire per palesarsi sotto un numero sufficientemente grande di applicazioni del carico.(Guglielmo Augusto Giulio Albert 1628) .

 

A seguito di diverse prove si convenne alla realizzazione di un organo di trazione flessibile senza saldature e che utilizzasse al meglio la capacità del ferro di resistere a trazione e che allo stesso tempo potesse essere controllato, ovvero alla prima realizzazione di una fune a trefoli ad utilizzo industriale per il superamento dell’usura e conseguente rottura a fatica.

Col tempo iniziarono a concretizzarsi anche le valutazioni per il controllo della fune, ovvero della riduzione della sua capacità di resistere a seguito di una percentuale critica di fili rotti o alla presenza di un danneggiamento localizzato che può dare l’avvio alla progressiva rottura.

 

Ed ecco che si evidenzia il criterio “amichevole” di scarto della fune a trefoli i cui fili sono ispezionabili dall’esterno avvisando in anticipo cosa sta per succedere.

Conclusione

Il controllo trimestrale funi va eseguito con competenza e consapevolezza, così come la compilazione del registro non deve essere considerato come un mero adempimento di legge trascrivendo la sommaria parola “buone” ad ogni riga.

Un registro compilato con superficialità ha una valenza tecnica e legale poco influente a fronte di un infortunio che poteva essere evitato.